11 leoni!

Posted by oskarnrk | Posted in Sport | Posted on 27-04-2007

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Già, dopo il 3-2 dell’andata all’Old Trafford, a San Siro dovranno scendere in campo 11 LEONI contro i diavoli rossi di Manchester. Ce la faranno i Nostri Eroi ad arrivare ad Atene? Potranno contare sul mio supporto e quello di altri milioni di persone, sicuramente :)

Intanto i “”"cugini”"” (anche se dopo quella pioggia di fumogeni in campo, in quella semifinale di Champions di 2 anni fa, io non credo di avere ancora cugini..) si sono portati a casa lo Scudetto, 18 anni dopo. Volevo indirizzare tante cocole a quello che ha creato questa superba immagine!

Uscita Ubuntu 7.04 "The Feisty Fawn", in sviluppo 7.10 "The Gutsy Gibbon"

Posted by oskarnrk | Posted in Linux | Posted on 19-04-2007

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E finalmente, dopo mesi di testing (io ho upgradato alla Herd4, passando per la Herd5, arrivando alla Beta) è uscita la nuova versione della più umana delle distribuzioni.

Signore e signori, ecco a voi Ubuntu 7.04 “The Feisty Fawn”, il “Cerbiatto festoso”!
http://www.ubuntu.com/news/ubuntu704

Non sarà una versione LTS (Long Term Support). Seguendo il link riportato sopra potete scaricarla, è consigliato l’uso del torrent visto che i servers sono pieni d’assalto per aggiornamenti e downloads. Per gli utenti con il sistema già installato è possibile aggiornare con l’update manager.

Da qualche giorno è stato annunciato il nome in codice della nuova versione in sviluppo, che uscirà ad ottobre 2007: Ubuntu 7.10 “The Gutsy Gibbon” (“Il gibbone coraggioso” pare sia la traduzione). Come al solito tenderò ad aggiornare la mia versione stabile a quella di sviluppo un paio di mesi prima del rilascio ufficiale. Per la tabella di marcia dei lavori: https://wiki.ubuntu.com/GutsyReleaseSchedule

"Requiem" dei Verdena: la recensione!

Posted by oskarnrk | Posted in Musica | Posted on 17-04-2007

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Finalmente, a poco più di un mese dalla sua uscita, mi sono deciso a scrivere la mia personale recensione di “Requiem”, l’ultimo album dei Verdena.

Ho sempre considerato “Verdena”, l’album d’esordio, una prima esplosione delle loro chiaro potenziale. Era ruvido per via della loro giovinezza, ed è fantastico anche per quello: come una bolla mentre sbandiera rapida mentre si forma, sospinta dal soffio.
Con “Solo un grande sasso” si sentiva che cercavano di incanalare le loro idee, producendo suoni e sensazioni più rotondi, applicando un mirato labor limae che li ha portati a togliere quelle piccole sbavature con le quali si erano fatti conoscere; si percepiva il loro crescere, la loro esperienza nell’imbrigliare ogni piccola idea nel disco, senza lasciarsi scappare niente: la bolla formata, una sfera perfetta che sta sospesa nel vuoto.
In “Il suidicio dei samurai” questa crescita si è completata, e finalmente adulti hanno prolungato la scia della precedente opera, permettendosi suoni più psichedelici e meno rotondo: il vento soffia sulla bolla.

Ed ecco “Requiem”. La bolla scoppia, sbatte su un muro ed esplode. Ritorna il sound ruvido, i tagli improvvisi, i suoni distorti, le urla di Alberto stridono assieme alle corde della sua chitarra. Un ritorno a “Verdena”? Sì, ma solo in un certo senso. Se prima il suono rude era dettato dalla gioventù e l’inesperienza dei Nostri, ora lo è per scelta. Lo hanno voluto così, ed è venuto così. Ci hanno spiazzato i bergamaschi.
Prima di tutto, in questo disco troviamo un intro e tre interludi, che sembrano quasi dividere a comparti l’album.
Pezzi d’attrito come “Don Calisto”, “Isacco nucleare” e “Non prendere l’acme, Eugenio” si oppongono a ballate come “Angie” e “Trovami un modo semplice per uscirne”. “Muori delay” (il primo singolo) e “Was?” sono fulmini, brevi ed intense, ti coinvolgono subito. “Canos” presenta, oltre al titolo, degli ottimi richiami spagnoleggianti, la senti e ti pare di essere su una spiaggia di notte, fiaccole accese ovunque, e voglia di sfogare qualsiasi peso tu abbia dentro.
“Il gulliver” (citazione da “Arancia meccanica”?) e “Sotto prescrizione del Dott. Huxley” sono pezzi che richiamano le ambientazioni del secondo album, elaborati e coinvolgenti ti trascinano nella loro psichedelia.
Ma credo proprio che la canzone migliore, che riesce a rappresentare tutte le atmosfere dell’LP, e oso dire di tutti i loro album messi assieme, con melodia, suoni ipercurati, distorsioni, strappi ruvidi, psichedelia, è senza dubbio “Il caos strisciante”. Divina. Eccola:

Credo di far parte di un incubo, ora io so.. È lì che io sto, gonfio di lividi, come in un film.. Non cambierà mai.. Se te ne vai, insisterò, se te ne vai, ti spingerò, se te ne vai..
Credo di far parte di un incubo, come in un film.. Per sempre nei guai, gonfio di lividi, come in un film.. Non cambierà mai..


E poi, per chiudere, la ghost track che ti riporta con i piedi per terra, “oirartnoc la”. Questo è “Requiem”.

PS: questa sera ho sentito su RaiRadio2 una parte del concerto di Piacenza, nonché l’intervista concessa alla trasmissione. Sono rimasto colpito: la canzone che secondo Roberta, e tutti loro, rappresenta meglio l’album è “Il caos strisciante”, guarda caso la mia preferita.