Archivio per la Categoria “Live”


Giovedì 17 aprile sono stato all’Alcatraz di Milano per il live di Serj Tankian, il cantante dei System Of A Down che ha fatto recentemente un album da solista.

Il concerto è stato spettacolare. I musicisti vestiti completamente di nero, mentre lui si è presentato completamente in bianco, cilindro compreso. Ha una voce davvero fantastica, che preferisco di gran lunga a quella gutturale di Jonathan Davis dei Korn.

Sergio - come amichevolmente l’abbiamo acclamato tutti - ha presentato tutti i pezzi dell’album Elect the dead e ha chiuso con una cover dei Dead Kennedys. Le due pecche che hanno purtroppo lasciato un piccolissimo graffio sul tutto sono state la mancanza delle canzoni dei SOAD e la durata, solo un’ora.

Ha anche lanciato qualche imponente frecciata alla politica di Bush e, seppur velata, qualche battuta sul Giullare d’Europa. Proprio a questi due individui, verso la fine, ha dedicato questo fantastico pezzo: The unthinking majority, La maggioranza non pensante.


Serj Tankian - The unthinking majority (testo, sito ufficiale)

Tags: , , ,

Comments 2 Commenti »

Non so, mi sta venendo un post di getto, uno di quelli che poi quando hai finito mi chiedo «…ma perche l’ho scritto?».

Sto pensando alla musica. Ci vivo dentro da anni ormai, e per “dentro” intendo che lavoro ogni giorno in radio da 10 anni, e ne ho 24, fate un po’ voi. Cosa mi aspetto dal 2008? Scrivo le prime cose che mi vengono in mente.

A gennaio esce l’album dei Baustelle che nel 2006 mi hanno folgorato con il loro La Malavita. Ho anche avuto la fortuna di sentirli live al Teatro Santa Chiara di Trento in un concerto gratuito. Li avevo visti anche poco prima a passeggio per le vie di Trento, grande Bianconi, troppo stile.
Il 23 febbraio c’è il concerto dei Korn al Datchforum di Assago, Lisa penso sia contenta se ce la porto, e magari con noi viene anche Goti. E’ vero, non è propriamente il mio gruppo preferito, ma posso adattarmi, d’altronde non mi precludo l’ascolto di niente.
Vorrei tanto vedere i Linkin Park in concerto. All’Heineken Jammin’ Festival me li sono persi (maledetta grandinata) e non è prevista per ora nessuna loro data in Italia, la più vicina è a Basilea, gennaio 2008.
Capitolo Ligabue: sfumata la possibilità di vederlo all’Elle7 di Milano (sold out un paio di giorni prima di andare a prendere i biglietti) spero in un tour primaveril-estivo.

In questo momento mi sta passando la febbre da indie. Ho fatto un lungo tempo dove non ascoltavo altro che quello, ora mi sto buttando sempre più insistentemente sull’elettronica. Si va a periodi insomma, normale.

Il 2007 è stato un buon anno, culminato con Max Pezzali e Subsonica in questi ultimi 2 mesi. Speriamo il 2008 sia anche meglio.

PS: sto pensando di prendermi un dominio e traslocare il blog ad una piattaforma più malleabile, diciamo Wordpress. Consigli sull’hosting? Poi magari è una di quelle idee mordi&fuggi, potrei pensare «…ma chi me lo fa fare?!» da un momento all’altro.

Tags: ,

Comments 3 Commenti »

Mi sono lasciato convincere da Santu ad andare a seguire il mio secondo concerto di Max Pezzali, un’altra volta al Palasport di Verona. Costo 30 euro, ma ne è valsa la pena per questa data del tour Max 2007. Assolutamente sì.

Ecco il palco prima dell’inizio (alle 21.00 spaccate come da programma)

2 ore e 20 di puro divertimento, tra nuovi pezzi e vecchi cavalli di battaglia da cantare a squarciagola ricordando infanzia e adolescenza (se mai ne sono uscito).

Durante il concerto, anche se da lontano

Ho avuto anche il tempo di scrivermi la tracklist del concerto: La strada (intro), Torno subito, Il mondo insieme a te, I filosofi del surf, Lo strano percorso, Nessun rimpianto, La regina del Celebrità, La regola dell’amico, Nient’altro che noi, Il meglio, La dura legge del gol, Come deve andare, Gli anni, Esserci, Tieni il tempo, Nord sud ovest est, Hanno ucciso l’Uomo Ragno, Come mai, Eccoti, Il profumo, Con un deca, Sei fantastica, Quello che capita …[break]… Time out, Rotta x casa di Dio, Sei un mito, Chiuso in una scatola.

Tags: , , ,

Comments 2 Commenti »

Eh già, era iniziata come una giornata davvero divertente, partire presto, arrivare a Mestre, parcheggiare e dirigersi all’entrata, stare svaccati nei prati del Parco San Giuliano facendosi salutare da Nikki in “Tropical Pizza” su Radio Deejay, bevendo in compagnia, cogliendo l’euforia del momento, aspettando i Killers e i Linkin Park, dirigersi verso il palco con la scusa del “prendiamo i posti anche se i My Chemical Romance ci fanno schifo e piacciono solo agli emo-kids”, per poi..

..trovarsi in mezzo ad una tromba d’aria, vento ai 120 km/h, grandine come proiettili, torri che cadono portandosi dietro casse e maxischermi.. Gente che ci resta sotto..

Ma almeno siamo sani e salvi. Un pensiero alle persone che si sono fatte male: forza e coraggio, tutto tornerà OK, siamo con voi..

PS: grande Goti VS Meteo! “E’ tutto qui quello che sai fare???”.. “…allora???”, ahahah!
PPS: eh, anche a Dio fa schifo l’emo, giusto il tempo per mettere lo striscione dei My Chemical Romance dietro e il palco e *tac!*, l’ira funesta!

Tags: , ,

Comments Nessun Commento »

Lisa e io siamo partiti alle 18. Il viaggio è stato scorrevole fino a quando ci siamo quasi persi, mandati dalle nuove rotatorie verso Montebelluna.
Arrivati a Roncade abbiamo preso la seconda uscita, quasi non segnalata, per la zona industriale. Nemmeno un cartello indirizzava al New Age, l’abbiamo trovato grazie alla precisissima indicazione di due anime pie, «È uno di questi cancelli». L’orario ci consentiva di mangiare qualcosa, così ci siamo infognati in un paio di vicoli ciechi prima di trovare una bella pizzeria sulla strada principale che consiglio per il cibo ma non per il prezzo del coperto.
Tornati verso il New Age i parcheggi si erano riempiti, gente beveva lattine di birra da mezzo accanto ai bauli aperti. La temperatura non era troppo bassa, grazie all’inverno-noninverno di quest’anno.
All’ingresso del locale non capiamo come funziona l’entrata, e poi l’illuminazione: il New Age è un locale riservato ai soci ARCI, cosa che permette ai gestori di risparmiare su tasse varie, e di conseguenza concede prezzi di ingresso (stavolta erano 13 euri) e consumazioni più bassi. 8 euri di tessera e si entra, ed è valida un anno, quindi ci torneremo.
Il locale non è come me lo aspettavo: pensavo fosse quasi un capannone, con palco grande, tipo Estragon, invece è abbastanza piccolo, palco minimale per i gruppi, in poche parole un classico club.
Lisa decide la location da dove seguire il concerto, ossia dietro la console dove c’è il mixer, distante meno di una decina di metri dal palco e alla stessa altezza. L’audio e la visuale sono perfetti. La cosa “negativa” è che il tecnico del suono mette proprio sul mixer la scaletta del concerto, e noi fin dall’inizio ci roviniamo la sorpresa dei pezzi suonati.
Alle 23 le luci si spengono e il palco che viene inondato dal fumo segnano l’inizio del concerto. Sul palco entra il gruppo che, a mio parere, da prima del 2000 ha dato nuova linfa e speranza al rock targato Italia: i Verdena, Alberto Ferrari (chitarra e voce), Roberta Sammarelli (basso e seconda voce, nonché ragazza di Alberto) e Luca Ferrari (batteria, nonché fratello di Alberto).
Il concerto si apre con “Mina”, traccia del loro terzo album “Il suicidio dei samurai”, seguita da “Ovunque”, traccia di apertura del primo album “Verdena”. Sembrano quasi in qualità cd, segno che non stanno sforzando, anzi sembrano quasi scazzati. Qualcuno urla richieste di loro canzoni, così Alberto infastidito risponde «Ora suoniamo un pezzo dei Marlene Kuntz», suscitando l’ilarità di quelli che rispettano le scelte del gruppo.
Da qui in poi parte il casino, Alberto tira la voce a livelli da esplosioni di vena, Roberta sbarella, Luca è esaltatissimo e sembra cantare le parole scritte dal fratello, invece sono solo ampissime smorfie da batterista. Gli assoli e le improvvisazioni si moltiplicano, tra canzoni conosciute da tutti i fans e inediti che usciranno del nuovo album “Requiem”, in uscita il 16 marzo al prezzo limitato di 15,90 euri.
Suonano in totale 8 pezzi nuovi: 3 addirittura prevedono la chitarra acustica, negli altri si nota una tendenza all’affinamento dei testi, alle partenze lente che sfociano in un grunge davvero cattivo.
I bis (che sapevamo già quali sarebbero stati causa scaletta a vista), 3 pezzi nuovi e uno vecchio, “Ultranoia”, chiudono una buona performance, segnata soltanto da qualche problemino: Alberto ha difficoltà ad accordare la chitarra in qualche occasione e non sa perché, verso la fine gli si rompe una corda, e probabilmente per questo nell’iniziare “Ultranoia” si fermano, e poco dopo ripartono direttamente dal cantato. Ma è il bello del live!
Usciti dal locale siamo tornati verso casa, 2 ore a velocità di crociera per assenza di traffico, tutto è andato bene.
Riassumendo, è stato davvero bello seguire i Verdena in un club, ha fatto sembrare tutto più intimo e non dispersivo come può essere un concerto in grande. Non vediamo l’ora di sentire per intero il nuovo album, per fortuna mancano pochissimi giorni. Grazie ragazzi!

Tags: , , ,

Comments Nessun Commento »

Non posto da un mese? Così tanto? Beh, d’altronde quando si sta bene non serve lo sfogo e ci si scorda quasi di avere un blog. Ma ora posto, perché se lo fa Nikki (non lo faceva da giugno, prima delle vacanze) che è tornato a fare Tropical Pizza, beh, posso farlo anche io, oibò.

Sono successe tante cose, tipo che dal garage di casa mi sono - ok, mi hanno - ricavato una specie di bilocale dove sto proprio comodo comodo, anche se sinceramente un po’ mi manca non essere in “casa”, ossia al piano di sopra, ma sinceramente era ora a 23 anni suonati.
Io e Lisa abbiamo fatto i 2 anni (con un mese di ritarto causa spiacevoli inconvenienti) andando a mangiare in un bel ristorante, che ci ha pure fatto il “regalo” («Eh sapete sono nuova qui..», grazie!). C’è stato pure un litigio di cui non mi va di parlare qui, l’ho già fatto con l’interessato.

Ah, ho tagliato i capelli! Ho comunque siglato il mio record personale, ma era ora di rasarli. «Perché non li hai accorciati semplicemente?»: nah, troppo facile. In ogni caso è stato un impatto più leggero del previsto.

C’è stato il concerto di Caparezza a Trento! All’inizio non pensavo di andarci, poi alla fine convinto dal Cris mi ci sono trascinato, per ritrovarmi in mezzo al pogo e ai relativi personaggi che esigono stare più vicino possibile al macello e se li tocchi ti dicono pure «Hey giovane, sta’tento» con tono incazzoso: ma stattene dietro e non rugare le palle, qui si poga, punto.
Comunque, siamo in procinto di partire, venerdì sera, ed andare all’MTV Day 2006, Arena Parco Nord, Bologna, con ingresso libero. Ok, ci sono MondoMarcio e Fabri Fibra, ma noi si scende per Killers, Caparezza appunto, Lacuna Coil, Linea 77, e speriamo in qualche ospite decente. Lo so, è una manifestazione very commercial, “borghese” direbbe il Lona, ma non dovrebbe fare troppo schifo (autosuggestione rulez).

Intanto è ricominciato l’anno accademico (perché a Scienze inizia sempre così presto?), devo ancora seguire qualche corso, ma una cosa è sicura: quest’anno mi ci devo mettere, e bene, se no mi spacco le gambe da solo prima che me lo facciano i miei o la Lisa.
Stay tuned per sapere com’è andata all’MTV Day..

PS: avete mai visto demolire un’abitazione? Ne hanno abbattuta una vicino a casa mia, con un escavatore (o escavatrice?), vederlo ti fa riflettere, confronti il tempo per farla e per disfarla, e pensi a quanta fatica per “nulla”.. Paura..

Tags: , , ,

Comments 1 Commento »

Quando li ho sentiti per la prima volta - o meglio visti, perché in tv passava il video di “La guerra è finita” - mi sono sentito dire da Lisa “Beh, hai scoperto l’acqua calda”. Può essere, ma in ogni caso da quel momento li sto apprezzando molto.
Si chiamano Baustelle, che in tedesco significa “lavori in corso”. Sono un gruppo nato in Toscana ma dalla chiara impronta culturale milanese.
Nei loro pezzi si sentono influenze da molti generi musicali, dalle colonne sonore dei film pseudo-polizieschi italiani degli anni ‘70, alla new wave, addirittura l’elettronica, mischiata a testi d’autore, richiami alle loro esperienze, immagini classiche della cultura italiana dai ‘70 in poi, atmosfere che mi hanno sempre affascinato, ma che non ho conosciuto direttamente per questioni puramente cronologiche.

La formazione di Francesco, Rachele, Claudio e Claudio (foto sopra) - orfani di Fabrizio, uno dei fondatori che ha lasciato il gruppo recentemente - nasce a metà degli anni ‘90, e dopo la classica gavetta pubblicano il loro primo album su etichetta indipendente nel 2000, “Sussidiario illustrato della giovinezza”, che ha raccolto molti riconoscimenti; poi, nel 2003 esce il secondo disco, sempre da indipendenti, “La moda del lento”, dal quale creano anche 2 video; infine nel 2005 esce “La Malavita” (copertina a lato), dopo il loro contratto con la major Wea, per il quale i più puristi tra i fans storcono il naso, ma io inizio a conoscerli con questo LP (termine vetusto ma che mi dà sempre la sensazione di “elevatezza” e serietà della musica), con i singoli “La guerra è finita” e “Un romantico a Milano”. Sono stati anche al Festivalbar quest’estate.
Ora, avrei scritto altri dati e curiosità, ma sarebbero cose assimilate da molti siti che parlano di loro e riversate sul blog. Non mi è andato di farlo per il semplice fatto che sono soltanto l’ultimo arrivato tra i loro estimatori.
Come ultima cosa, sottolineo la loro bravura sul palco, dopo averli visti a Trento all’auditorium S. Chiara: hanno una musicalità ricercata e dalla grande personalità. Se siete in un periodo di interessamento “alternativo”, ve li segnalo, meritano tantissimo. Il loro sito è www.baustelle.it

Tags: , , ,

Comments Nessun Commento »

In compagnia, eravamo più di una decina, siamo arrivati alle 22 di fronte al Max Disco di Bressanone (BZ), ma come i bambini ecco che ci siamo fatti distrarre dal Luna Park vicino. Autoscontri, Tagadà, e poi ci avviciniamo all’ingresso del locale. C’è già un po’ di fila, ma attendiamo le 23, orario di apertura. Il tutto scorre abbastanza rapidamente, ad alcuni sono richiesti i documenti, forse per verificare l’età (non che sia vietato l’ingresso sotto una certa soglia, mah…) e si entra.
Il locale non è male, ben strutturato, ma la mia attenzione è subito attirata dalla console: è rialzata su una piattaforma arrotondata, e c’è gente che guarda. Che Gigi sia già arrivato? Meglio, sta già suonando!
Cappello bianco stile militare, pizzettone e basettoni (in pratica ci sono solo due linee di pelle a separarli), capelli dietro con codino. Non sembra nemmeno lui con i capelli, ma gli occhi non tradiscono, è proprio Lui. In pratica si incarica anche del preserata, con il locale ancora vuoto, suonando quel Lento-Violento che tanto gli sta a cuore da un po’ di tempo, e ci piazza un pezzone con giro stridulo proveniente da un famosissimo brano afro (appena ricordo titolo e autore edito il post). Man mano la disco viene occupata, il volume aumenta, la pista è piena.
Tutto fila liscio nel Lento-Violento, fra cassa pesante, giri di basso devastanti e cantati soavi, quando si ferma il sound, “Scusate l’interruzione, ma ci sono da spostare tre auto…”. Cosa??? Gigi che annuncia di spostare delle auto? Che si incazza per il mancato silenzio? E che dà del ‘coglione’ a chi gli ha fischiato sopra? Grande…
E si ricomincia, spostandoci sul suo fantastico repertorio fine ‘90: “The way”, “Another way”, “La passion”, “L’amour toujours” abbracciato alla mia Lisa, ma anche “Komodo” di Mauro Picotto, un remix di “Frozen” di Madonna, “GSM” dei Dual Band, e addirittura “La Primavera” di Vivaldi. Frasi sue registrate ogni tanto interrompono la musica, e una in particolare colpisce, quella contro gli indescrivibili assassini del piccolo Tommaso: bravo Gigi, ovviamente a modo tuo sai omaggiare e farci pensare.
La - sua - serata termina alle 2.45, con un finale - di voce registrata - di ringraziamento, e il suo saluto a voce, cosa che all’Apres di Gargazzone (BZ) l’anno scorso non aveva fatto. E così termina il mio secondo live dell’Uomo al quale mi sono ispirato nella mia ‘carriera’.
E poi via, tutti a casa!

Grazie Gigi!

Tags: , , , ,

Comments 2 Commenti »

Sabato sera ho avuto la possibilità di assistere - davanti al palco - al concerto di Elio e Le Storie Tese, a Tione di Trento. E’ stato un buon concerto, che fra i loro pezzi migliori e le gags (Rocco Tanica è stato presentato come Ematocrito, parlava utilizzando un effetto che gli manteneva la voce piatta e la modulava tramite una tastiera) ha fatto cantare tutti. Mi sono mancati un po’ di pezzi, come “TVUMDB” “Alfieri” o la commercialissima “La Terra dei Cachi”, ma il livello è stato ottimo con “Tapparella” “Cara ti amo” “John Holmes” “Servi della gleba” e altri.
In più complimenti per l’idea del “CD brulè”: a fine serata nello stand delle magliette 30 masterizzatori hanno sfornato, in più turni, i CD del concerto appena terminato. E ce l’ho, grazie!

Tags: , ,

Comments Nessun Commento »