E se la scienza andasse oltre l’immaginazione?
E se l’inimmaginabile diventasse realtà?
Così si presenta Fringe, un nuovo tv show che arriverà sugli schermi americani sulla Fox da agosto. Ho appreso l’esistenza di questo telefilm da LostDiscovery che lo presentava linkando un nuovo sito italiano che già se ne occupa, Fringe Italia, da prima dell’uscita, da - pare - prima delle riprese dell’episodio pilota.
Non si sa molto sulla trama, per questo vi rimando a Fringe Italia. C’è da sottolineare la presenza nel cast di Joshua Jackson, il Pacey di Dawson’s Creek, famoso anche per Urban legends, Cruel intentions e The Skulls. Ma soprattutto si conosce il produttore della serie: J. J. Abrams, già produttore di Alias e Lost, autore di Armageddon e Cloverfield, regista di Mission Impossible III.
Ecco l’ultimo trailer uscito a oggi. Devo dire che ha attirato la mia attenzione, penso che da fine agosto, quando uscirà, lo seguirò. Ah, notate come inizia il trailer, scene familiari a noi Lost addicted.
Ieri sera sono stato al Cattoni Hotel Plaza di Ponte Arche, Terme di Comano (Trento) per la prima della fiction Decima rosa. Ne parlo perché questo prodotto è stato pensato e girato per Internet.
Trasmessa su Webmotion Television, prodotta da Giuliano Sturzen (vai Giulio che sei un grande!) e diretta da Aurelio Laino, questa thriller fiction ha visto l’impegno di un folto gruppo di attori giovani e dinamici, di cui sentiremo parlare ancora. Per giorni e con molta dedizione attori, autori e tecnici si sono dati da fare per sviluppare un vero e proprio film per la Rete, cosa non proprio all’ordine del giorno e che ci tengo a sottolineare. La serie sarà composta da 5 puntate, la prima delle quali è andata appunto in onda sul web ieri sera e ovviamente è possibile vederla on demand. I dati d’ascolto (termini antiquati, diciamo rilevazioni dei contatti?) durante lo streaming della diretta sono stati davvero confortanti e hanno portato soddisfazione a tutti coloro che hanno lavorato alla realizzazione della “puntata zero”.
Di cosa si tratta? Una città tranquilla, universitaria, amicizie e segreti. Formula conosciuta, ma vincente. Per vedere lo spot della fiction clicca QUI, mentre per vedere la prima puntata clicca QUA (tempi televisivi, 43 minuti). Se la guardate vi invito a lasciare un commento a questo post e/o su Webmotion Television.
Condividi:Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
L’ultima pubblicità della Nike mi piace, ottima l’idea della soggettiva. Ma non sopporto quel faccione di Ibrahimovic. E non perché è interista, mi è sempre stato sulle balle.
Lo spot del Buscofen con la finta Trinity - gira da anni - è pessimo. Per non parlare della veejay che fa la ruota.
Italia1 è sempre stato considerato il canale giovane di Mediaset. Da anni ormai guardo solo quello, ma sta iniziando a farmi schifo. Lucignoli, Coroni ai Bivi, Studi Aperti. Non ho capito se sto diventando vecchio io o se sta marcendo lui. O entrambe.
Questo post mi sembra un insieme di twit. Uhm.
Oh, la puntata delle miniature.
Ennesima interruzione spot. Anzi, telepromozione con gli stessi doppiatori del telefilm, una di quelle introdotte con House. Tristi.
La Chiabotto a RTV è ancora più triste.
Ho una Playstation3 e non ho voglia di giocarci. E no, non compro GTA4 perché me lo consigliano tutti, non mi piace come gioco, avevo iniziato il 3 e non l’ho mai finito.
Mi sono cancellato da Ikariam, un browser game tipo Ogame ma ambientato nell’antichità. Prima un tizio e poi un altro hanno iniziato ad attaccarmi così per sport, allora mi sono scocciato e ho eliminato l’account. E’ perché non sono capace di perdere? No. Ehm, forse. Sì. Lisa invece è fortissima. Me la menerà a vita.
Sto scaricando l’update 1.02 di Army of Two sulla PS3. Sono solo 28MB, ma per noi digitaldivisi può essere un’eternità, costretti a una connessione satellitare fatta per navigare - scarica il primo mega a 150KB/sec, poi precipita quasi a zero per un po’, e avanti così all’infinito, politica anti-P2P del provider.
Guardo House. Oh sì, ora guardo House.
Passo e chiudo.
Condividi:Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
Sto aspettando con ansia il 4 luglio, quando potrò andare a San Siro con Lisa, Santu e Ome ad assistere al concerto che si preannuncia tra i migliori quest’anno, quello di Luciano Ligabue. Fin dai tempi di Su e giù da un palco il suo concerto allo stadio milanese è un cult (con tanto di DVD), chi c’è è destinato ad essere invidiato per mesi. Io non ci vado per far invidia, ci vado per sentire Luciano.
Beh, oggi 9 maggio è uscito nelle radio il singolo Il centro del mondo, uno dei 3 inediti presenti su Secondo tempo, il seguito della raccolta Primo tempo rilasciata qualche mese fa assieme a tracce nuove come Niente paura e Buonanotte all’Italia. Vedo un link nella mia pagina iGoogle, clicco e mi ritrovo su Corriere.it, articolo di Mario Luzzato Fegiz (sì, quello che ha litigato con Toto Cutugno al Dopofestival2008) circa il nuovo singolo, nuovo video, nuovo Best of.
A parte le stronzate scritte nell’articolo, cose che da importanti giornalisti del settore proprio non dovresti avere (si chiama Federico Poggipollini, e i concerti di San Siro saranno 4 e 5 luglio, mentre lui scrive nel primo paragrafo giugno e nell’ultimo addirittura maggio, giorni ormai passati!), le novità non sono finite, purtroppo.
Ligabue ha cambiato produttore: ora è Corrado Rustici, tutto il rispetto a uno che sicuramente ne sa a pacchi e che ha già prodotto i due inediti del primo Best of nominati prima. La delusione deriva da una decisione presa però proprio dalla new entry. Cito direttamente l’articolo (correggendo il nome di Capitan Fede):
Nel nome di un suono più compatto e di un canto forse meno veloce e più enfaticamente rock sono stati sacrificati il batterista e il bassista italiani sostituiti da Michael Urbano alla batteria e Kaveh Rastegar al basso cui si aggiunge Luciano Luisi alle tastiere che è una sorta di superdelegato di Rustici sul palco. Invariati gli altri nomi storici (Federico Poggipollini e Niccolò Bossini alle chitarre, Josè Fiorilli tastiere). «Volevo nel nuovo tour un suono selvaticamente rock. E Rustici ha posto come condizione di scegliere lui la sezione ritmica. E quelle reperibili negli Stati Uniti sono indubbiamente le più forti oggi in circolazione. Per me che sono un romantico e ci tengo ai rapporti umani è stata una scelta dura. Ma delegare il suono e la produzione mi consente di dedicarmi al canto e alla scrittura. Intanto mi son reso conto che io cantavo veloce e davo poco spazio a basso e batteria. Molte canzoni risulteranno stravolte come “Tutti vogliono viaggiare in prima” è spiazzante».
Ehm. A parte che Niccolò Bossini non è storico, è nel circolo Ligabue solo da Nome e cognome se non erro, ma è lo stesso. In ogni caso: mi state dicendo che andrò a San Siro per un concerto che attendo di vedere da anni e non ci sarà la formazione Ligabue Poggipollini Righetti Previte Pellati?!?!? Luciano ha detto di sì, via quasi tutti i musicisti storici.
Beh, penso sia purtroppo soltanto una scelta artisticamanagerialeimposta di soldi. Triste.
Comunque, per chi vuol vedere e ascoltare Il centro del mondo, cliccate qui. E per la cronaca, ho sentito di meglio. Ma glivogliobbene lo stesso.
Condividi:Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
Prima di iniziare chiedo scusa ai fruitori di Tuxfeed, BongoLinux e Il Bloggatore per la marea di miei posts vecchi apparsi nei vostri feed readers qualche giorno fa, ho aggiornato il feed linux-oriented su feedburner dopo il trasloco del mio blog da blogger a wordpress self-hosted ed è successo il patatrack. Per farmi perdonare vado un po’ offtopic rispetto ai siti citati poco fa, ma a fin di bene visto l’argomento.
Ve lo ricordate MacGyver? Domanda scema, ovvio. Quanti di noi si sono divertiti e appassionati vedendo Angus MacGyver, uomo dalle mille risorse dotato di mullet, creare le cose più impensabili con oggetti e sostanze di fortuna… Italia1 ancora ce lo passa, e per fortuna direi.
Seguendo Slashdot ho trovato su Gizmodo una notizia fantasmagoricissima: Lee David Zlotoff, l’ideatore del personaggio e della serie, ha annunciato che è in programma la realizzazione di un film su questo idolo anni ‘80! Pare sarà un vero e proprio blockbuster. Non ci sono molte informazioni, ma ci chiediamo: per interpretare il protagonista chiameranno un attore più giovane (proposta deprecabile) o richiameranno quel grande di Richard Dean Anderson? Forse, più avanti, ne sapremo qualcosa di più.
Condividi:Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
Ogni tanto a noi twitters parte lo schizzo di ripulire followers e following. Questo si può fare dall’interfaccia di Twitter, è vero, ma a volte è un lavoro scomodo. Spulciando il gruppo Twitter Guide su Twine (parlerò di questo sito social più avanti) ho trovato la segnalazione di una applicazione creata ad hoc per questo lavoro.
My name is Shannon Whitley, and I’m a Twitteraholic. So much of one, in fact, that little things on Twitter that take extra time suddenly become a big annoyance.
Twitter’s Follower/Following manager lacks a lot of essential features for me, so I decided to write my own application. My Tweeple is a great way to manage all of my Twitter people in one place. I can easily see who I’m following and who’s following me.
With a simple click, I can follow, unfollow, or block people, and these changes instantly update Twitter.
I hope you enjoy using My Tweeple. This is your application as much as it is mine. Feel free to request changes or additions.
My Tweeple è un sito-applicazione nato grazie alle API di Twitter. Una volta inseriti i propri dati per il login si fa un sync con il database di Twitter, così da poter vedere la lista completa di followers & following. Sono previsti 3 diversi status: c’è chi seguiamo noi non ricambiati, chi segue noi non ricambiato e quelli con cui ci si segue a vicenda (mutual). Il bello viene ora. Con l’uso dei filtri infatti si possono nascondere i followers così da vedere soltanto chi non ci segue, o viceversa scoprire chi non ricambiamo (qualcuno ha detto spammers?). Insomma, filtri in tutte le salse, il tutto corredato da altri dati sui contatti avatar compreso e icone che mostrano il tuo di rapporto in maniera chiara.
Tra le millemila applicazioni serie e facete create grazie alle API di Twitter questa penso sia molto comoda. Se la provate lasciatemi un commento magari
Condividi:Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
C’è chi sta installando o aggiornando adesso Ubuntu “Hardy Heron” 8.04 LTS, chi è più cauto e chiede alla comunità se è il caso di farlo, mentre gli sviluppatori non se ne stanno con le mani in mano e hanno già abbozzato la roadmap che ci porterà alla versione che vedrà la luce a ottobre 2008, ossia la Ubuntu “Intrepid Ibex” 8.10, lo stambecco intrepido.
Come possiamo notare il rilascio della Alpha 1 è previsto per il 12 giugno, ne sono previste 6, mentre il termine dell’importazione dei pacchetti Debian è fissata per il 26 stesso mese. La Beta dovrebbe uscire il 2 ottobre, la Final release il 30 ottobre 2008. Se avete delle idee costruttive da suggerire agli sviluppatori un ottimo metodo per farlo è partecipare al Ubuntu brainstorm!
Da buon maniaco dei social networks sono iscritto un po’ ovunque. Uno dei servizi che mi ha colpito di più nell’ultimo anno è di sicuro Facebook. Se all’inizio mi ha lasciato un po’ perplesso, perché solo in inglese e perché non conoscevo nessuno, mi sono ricreduto di fronte all’interfaccia pulita e all’uso di nome e cognome. Ho capito la privacy, ma per trovare una persona che conosciamo cosa c’è di più comodo di nome e cognome? Vabbè, lasciamo stare le tonnellate di inviti per qualsiasi tipo di applicazione, che se manchi dal web per qualche giorno ti sloghi l’indice a forza di ignore ignore ignore ignore ignore.
Amicizie, poke, wall… Ma come sarebbe Facebook nella vita reale?
Condividi:Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
Sabato sera sono stato al cinema. Sì, di sabato, e? Problemi?
Una parte della compagnia voleva vedere 3ciento, parodia all’americana stile Le cronache di Gnargna, poi il buon senso ha prevalso e ci siamo fiondati su un altro film, consigliato anche da g3cko, ossia 21 (link a imdb).
Il film - tratto da una storia vera - parla di Ben, un ragazzo dalla mente matematica molto brillante in attesa di laurea al MIT. Come specialistica non vuole altro che medicina ad Harvard, il problema sono i soldi. E’ in lizza per una borsa di studio da 300′000$ ma il suo curriculum davvero invidiabile è come quello di tanti altri pretendenti. Il giovane viene notato da un poco ortodosso professore che lo coinvolge, come altri studenti, in un gioco che può diventare pericoloso: il blackjack. Applicando conteggi, probabilità e statistica si possono sbancare i tavoli dei casinò, lavoretto degno di essere esercitato a Las Vegas. Attenzione però… il denaro preso a dosi massicce e soprattutto quelli a cui lo vinci possono portarti solo guai.
Per quanto riguarda il cast troviamo un promettente Jim Sturgess nei panni di Ben. Gli hanno dato stile da vendere (vestito nero, camicia bianca, cravatta fine, taglio molto indie). Kevin Spacey è il prof, una fantastica Kate Bosworth è l’immancabile donna - e che donna, pure mia coscritta - che fa perdere la testa tipica di codesti movies, e Laurence Fishburne (povero Morpheus ingrassatissimo) è quello che di casinò ne sa.
Parere: bel film, merita tutti i 7.50 euri spesi per vederlo. Ricorda a tratti la saga Ocean’s, specie l’Eleven vista l’ambientazione casinò, ma anche la trama e gli intrecci tra i personaggi. Quindi il mio feedback è consigliato +++++!
Condividi:Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
Giovedì 17 aprile sono stato all’Alcatraz di Milano per il live di Serj Tankian, il cantante dei System Of A Down che ha fatto recentemente un album da solista.
Il concerto è stato spettacolare. I musicisti vestiti completamente di nero, mentre lui si è presentato completamente in bianco, cilindro compreso. Ha una voce davvero fantastica, che preferisco di gran lunga a quella gutturale di Jonathan Davis dei Korn.
Sergio - come amichevolmente l’abbiamo acclamato tutti - ha presentato tutti i pezzi dell’album Elect the dead e ha chiuso con una cover dei Dead Kennedys. Le due pecche che hanno purtroppo lasciato un piccolissimo graffio sul tutto sono state la mancanza delle canzoni dei SOAD e la durata, solo un’ora.
Ha anche lanciato qualche imponente frecciata alla politica di Bush e, seppur velata, qualche battuta sul Giullare d’Europa. Proprio a questi due individui, verso la fine, ha dedicato questo fantastico pezzo: The unthinking majority, La maggioranza non pensante.