Posts Tagged “scuola”

Sono in una sede esterna dell’istituto comprensivo, una succursale delle medie con annessa scuola elementare. La motivazione? Devo fare assistenza alle classi e ai docenti che devono compilare un questionario online.

I nervi sono iniziati già 2 giorni fa, quando ho iniziato le ore di assistenza, con docenti che si lamentavano della non-presenza del suddetto accrocchio. Provo, in effetti non c’è. Sono passate ore prima che fosse messo online da chi doveva finirlo e piazzarlo sul sito da 2 settimane.
Una volta presente lo annuncio, prima lo fanno prima finiamo, dico di venire in un’aula informatica a farlo, anche se è su Internet, così li ho tutti a tiro. Ovviamente lo fanno su qualsiasi altro computer disperso nell’edificio, mi chiamano per problemi, quando faccio notare che potevano farlo nel laboratorio dal sottoscritto indicato mi guardano come per dire “se fossero stati gli ultimi pc presenti sul pianeta non avrei fatto il questionario, solo per darti fastidio”. Mille volte a rispondere che il test conclude allegramente con un Errore 500 - l’autore di ’sto coso l’ha scritto con i piedi - e grazie, arrivederci.

Il top si raggiunge poco fa con la prof più impaurita dalla tecnologia che io abbia mai visto. Arriva chiedendo di fare il questionario, rispondo che sono qui appositamente per codesto infausto compito. E guarda questo computer, poi guarda me con occhi dai quali usciva il fumetto “Eh ma se stai lì come faccio a farlo?”. Il mio sguardo si sposta lentamente verso gli altri 12 cazzo di computer dell’aula, dopo un po’ di preoccupazione capisce.
Chiede perché non si accende, pigiando il tasto del monitor. Indico il case in terra, più a rilento di prima ma comprende, anche se solo dopo aver chiesto se bisognasse accendere ANCHE quello.
Si logga, entra, clicca qua e là. Chiede se la domanda riguardo alla scuola primaria - che a lei non riguarda - deve saltarla cliccando su Invio: mentre dico di no, che prima deve mettere tutte le risposte “non so”, clicca Invio, poi invoca il Signore Altissimo - in maniera devota, al contrario di quello che stavo facendo io mentalmente - per l’errore. Vai avanti vah.
Finisce di rispondere, chiede se deve spegnere, compreso ormai l’andazzo suggerisco la voce Arresta il sistema, ma ovviamente disconnette solo l’utente.

A volte penso di pretendere troppo, tanto quanto penso di aver sbagliato posto di lavoro.

Tags: , ,

Comments Nessun Commento »

Classica scuola elementare primaria di paese, dove i genitori dei pargoli conoscono in pratica quelli di tutti gli altri, e probabilmente qualche maestra dei figli è stata pure la loro.
Entro nell’aula multimediale, devo installare dei software didattici sul computer collegato alla lavagna interattiva. Mentre mi lamento della solita cronica lentezza causata da programmi inutili mi scappa l’occhio su alcune icone del desktop: presentazioni da catechesi, addirittura un programma che si chiama “Un papà di nome Dio”. Mi guardo intorno, sui muri molti cartelloni con illustrazioni ispirate a parabole del Vangelo, tipo il figliol prodigo. Brividi, mi dissocio.

Non ho ricevuto un’educazione cattolica, seppur cristiana, e forse questo influisce sulle mie sensazioni in queste situazioni. Ma dico: tutti predicano l’ignoranza degli studenti di oggi, le loro lacune in italiano e geografia, il fuggifuggi dalle materie scientifiche, e allora, perché perdere tempo ad insegnare religione a scuola? Negli anni gli argomenti trattati avrebbero dovuto cambiare, passare dall’essere prettamente cattolici al generalisti, spiegare i princìpi di tutte le religioni, o almeno le più diffuse, portare alla tolleranza. L’ho sentito proclamare milioni di volte, invece raramente è così.
Penso che se una famiglia vuole istruire i figli secondo i cànoni della religione cattolica deve farlo a casa. Come i genitori islamici insegnano ai più piccoli la propria religione, a casa. Ma non lo fanno, perché sinceramente non gliene frega nulla, probabilmente non si ricordano nulla delle loro ore di catechismo a cui andavano solo per scambiarsi le figurine e sono praticanti solo a Natale, nei loro vestiti della festa e pellicce da esibire.

Di chi è la colpa? Prima di tutto di quell’ipocrita di Repubblica Italiana. Sono 60 anni che vige la Costituzione, riporando chiaramente la laicità dello Stato Italiano, ma è un caposaldo calpestato tanto quanto quello della libertà di espressione. Quindi orsù lasciamo i crocefissi nelle aule, e anzi se li tolgono ascoltiamo lo studentello bigotto e rimettiamoli subito. Già che ci siamo paghiamo acqua e fogne al Vaticano, poverini, non hanno soldi.

Volete l’ora di religione? Allora chiamate ogni volta l’esponente di una confessione diversa, dovrebbero avere tutti lo stesso diritto di esporre la propria fede. E non tiratemi fuori la storia del «islam = terrorismo», scusa ottusa, sempre lì vanno a parare.

Ma tanto lo so, sono parole a vuoto, Casini & co. non vogliono, ci mancherebbe altro. Tutti come bimbi nascosti dietro le tonache dei preti con l’occhio puntato a poltrone, indennità e pensioni, che ancora adesso sognano il ritorno della DC.

AGGIUNTA: sia chiaro, non dico che non deve esserci religione. Rispetto le fedi e chi ne ha, ma istruzione e istituzioni devono essere laiche.

L’immagine ritrae “Charlie don’t surf”, opera di Maurizio Cattelan che rappresenta uno studente inchiodato al banco di scuola «da un mondo di grandi e di preti», come dicono i Baustelle.

Tags: , ,

Comments 4 Commenti »

Vi presento il secondo numero della rubrica nata sul mio blog da quando lavoro come assistente di laboratorio tecnico per diverse scuole medie ed elementari, misto di ilarità e tristezza. “E fffattela ‘na risata no?!”

La stampante sparafogli
Stavo nella mia stanzetta server nel sottoscala - non è un salotto ma è fuori dalle balle e mi lasciano abbastanza tranquillo non avendomi a tiro - quando arriva una maestra.
Avete presente quelle persone che per una folata di vento si agitano manco fosse un terremoto? Ecco, è così. Tutto è un problema, niente funziona secondo lei. Ti dice «Oddio, scusa se ti disturbo, penserai che sono una rompiballe, grazie per aver risolto» e poi continua con la sequela utontica.

«Oddio scusa… Non mi va la stampante! Perché con il programma X stampa, e con l’altro no?», rispondo che è un po’ vago.
Con sommo sforzo capisco, tra parole tecniche messe a caso sentite chissà dove, che la stampante funziona, stampa quello che deve stampare, e poi spara fogli bianchi.
«Guarda, ti faccio vedere il documento!», aprendo M$ Parola, io lancio la stampa, si caricano 28 pagine nello spooler. Chiedo quante sono le pagine del documento, risponde 7.

Scorro il testo.

…mmm. 21 pagine di a capo.

Tags: ,

Comments 4 Commenti »

È quasi finita la mia seconda settimana di lavoro come assistente di laboratorio tecnico in due istituti comprensivi, ossia due scuole medie e diverse elementari. Devo riconoscere che pian piano mi sono e mi sto abituando ad alzarmi presto la mattina, anche se non mi piace farlo in ogni caso.
Avevo promesso che avrei scritto qualcosa tipo “Le avventure utontiche“, ossia qualche piccola chicca su errori per noi davvero grossolani ma fatti sempre in buona fede da chi non è dentro fino al collo nella tecnologia. Ergo, prima edizione!

Il Proiettore Maledetto
Alle medie mi dicono di andare in una scuola elementare del comprensivo a controllare l’installazione del proiettore per la lavagna multimediale. Prima di andare provo questo normalissimo proiettore Acer, visto che c’era stato riportato con l’accusa di non accendersi nemmeno: colleghiamo alla presa, funziona. Uhm.
Arrivo alla scuola, la maestra referente mi accompagna nell’aula, mi fa vedere un quadretto elettrico temporaneo - una presa con un interruttore - che fornisce corrente al proiettore, fissato ad una staffa sul soffitto. «Le prese le ho collegate tutte io, funzionano tutte così!», la maestra va in classe a seguire i pargoli della nuova generazione.
Salgo sul tavolone centrale per appendere l’apparecchio. Non essendo alto (sì, ridete ridete) prendo anche una sedia, alla faccia delle leggi sulla sicurezza al lavoro. Lo avvito al supporto mentre richiamo un mese buono di santi del calendario, collego VGA input, alimentazione. Scendo dal tavolo, alzo l’interruttore: niente. Avrà pure collegato tutto, ma qua platealmente non arriva la corrente.
Mi avvicino al fantomatico quadretto elettrico: l’interruttore è su, una spina è inserita nella presa, «…e questa è quella che va su al proiettore» mi aveva detto. Controllo. Seguo il cavo, che si incasina in mezzo ad altri, non demordo e arrivo all’altro capo. Ossia il quadretto elettrico. Li aveva attaccati in maniera circolare, splendido. Sposto la spina in un’altra presa, MIRACOLO! Segnatelo, un giorno potrebbe servire per la mia santificazione.

Il CD testardo
Stessa maestra di prima, so cosa aspettarmi. «Dovevo mettere dei files su un dischetto…» che è un CD, ma vabbè, «…ma mi dice “Inserire un disco nell’unità”, eppure è vergine, appena aperto!».
Guardo il CD, un normalissimo CD-RW, non è scritto. Lo inserisco nell’unità, non lo vede. Poi guardo meglio la macchina in questione, uguale a tutte le altre del laboratorio: Pentium 800 MHz, lettore CD 52x. E ho detto lettore.

Tags: ,

Comments 2 Commenti »

Ho parlato di una cosa che doveva andare in porto, e così è stato. Ora posso dirlo: sono diventato formalmente “assistente di laboratorio tecnico”, più terraterra tecnico di laboratorio informatico per gli Istituti Comprensivi di Ponte Arche e Tione, ossia per le scuole medie e le elementari ad esse collegate.
Ho iniziato oggi. Per ora il lavoro non è stato pesante, ma siamo all’inizio. Sto pian piano pianificando le cose da fare, anche se non tutto è già chiaro. Ma c’è tempo.
Spero di reggere, notoriamente non sono uno che si alza volentieri presto la mattina. Per quanto riguarda il lavoro in radio non c’è problema, come al solito sono in diretta le mie 2 ore al giorno, cosa che posso benissimo reggere. L’unica cosa che mi dispiace è il dover mollare un po’ l’Uni, proprio ora che mi ero messo in testa di fare bene…

Di sicuro tra insegnanti di elementari e medie qualche domanda esilarante per un nerd come me e qualche lettore di questo blog salterà fuori, ergo quando accadrà farò qualche post con un’etichetta apposita. Spero di farmele ’ste due risate :)

PS: attraverso i Google Webmaster Tools ho scoperto di aver 4 lettori via feed RSS (che utilizzano qualche servizio di Google appunto), non è che vi palesate lasciandomi un commentino? Sono solo curioso :P

Tags: ,

Comments 3 Commenti »