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Giovedì 17 aprile sono stato all’Alcatraz di Milano per il live di Serj Tankian, il cantante dei System Of A Down che ha fatto recentemente un album da solista.

Il concerto è stato spettacolare. I musicisti vestiti completamente di nero, mentre lui si è presentato completamente in bianco, cilindro compreso. Ha una voce davvero fantastica, che preferisco di gran lunga a quella gutturale di Jonathan Davis dei Korn.

Sergio - come amichevolmente l’abbiamo acclamato tutti - ha presentato tutti i pezzi dell’album Elect the dead e ha chiuso con una cover dei Dead Kennedys. Le due pecche che hanno purtroppo lasciato un piccolissimo graffio sul tutto sono state la mancanza delle canzoni dei SOAD e la durata, solo un’ora.

Ha anche lanciato qualche imponente frecciata alla politica di Bush e, seppur velata, qualche battuta sul Giullare d’Europa. Proprio a questi due individui, verso la fine, ha dedicato questo fantastico pezzo: The unthinking majority, La maggioranza non pensante.


Serj Tankian - The unthinking majority (testo, sito ufficiale)

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La musica è sempre stata tra le mie più grandi passioni. Sono praticamente nato in una radio, tra il profumo dei vecchi vinili e cassettine dove registravo le canzoni che mi piacevano dì più, districandomi tra gli sliders dei mixer.

Riconosco di essere stato un po’ closed-minded. All’inizio era solo dance, la vera dance poi chiamata commerciale degli anni ‘90, un po’ di pop rock, il mio periodo Battisti, la passione smodata per gli 883 (grazie Max…) e gli Articolo 31 dell’album “Così com’è”. Ma anche Alanis Morissette dell’album “Jagged little pill”. Poi il Liceo, il confronto con i generi più disparati, l’ascolto. Oasis su tutti. Ligabue che mi è entrato nel cuore, nella testa, nelle vene. Il mio periodo punk, Punkreas compresi.
Il declino della commerciale - Gigi D’Agostino resiste[va?] - soppiantata dalla house mi ha fatto distanziare un po’ da quello che più mi era piaciuto (chiariamo, mi diverte sentirla e suonarla, ma per l’ascolto - cosa radicalmente diversa - c’è di meglio). Gruppi storici come i Queen sono entrati definitivamente nel mio olimpo personale di preferenza. L’assoluta passione per i Verdena.

Gli ultimi 4 anni sono stati abbastanza rivoluzionari. Grazie a Lisa. O colpa di Lisa. Non lo so. Gruppi metal mai sentiti, musica - “che non è musica è rumore” (cit., indovinate da dove anche se è facile) - sconosciuta a me abituato a tutt’altro. Nightwish su tutti. Il concerto con lei a Milano. Poi il periodo indie. La scoperta dei Baustelle che però a lei non piacciono. E i System Of A Down, che mai avevo sopportato, che ascoltati bene sono fantastici. Mi rammarico di non averla portata al concerto 2 o 3 di anni fa. I KoRn? Meno, mi spiace, non mi sono piaciuti.

Lisa mi ha cambiato. Anche e soprattutto musicalmente. Non ho voglia di decidere se in meglio o in peggio, ma mi sta bene così. Anche se i compromessi si sprecano, siamo ancora lontani alle volte. Spesso. Non posso però non riconoscere che tutto ciò mi ha fatto bene, cultura musicale e flessibilità mentale.

Grazie, piccola.

Protagonista del momento

Serj Tankian, cantante dei System Of A Down, con il suo album “Elect the dead”.
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