Ero in vena di leggere qualcosa di “intelligente” e mi sono ritrovato a scorrere la lista delle chiavi di ricerca che hanno portato al mio blog. Molte riguardano le guide, come quella di Skype su Ubuntu con PulseAudio, o di Alcohol 120% su Vista. Ma ce ne sono altre, che non c’entrano una pippa… Per questo vi presento solennemente il mio Zeitgeist.

  • vendere vestiti a vittoria: quello che fai con i tuoi vestiti non mi riguarda, ma sono curioso di sapere perché li devi vendere proprio a ’sta Vittoria
  • scimmia posa: al mondo ci sono perversioni che a volte non possiamo nemmeno immaginare
  • regalo oskarnrk: il mio compleanno è vicino, ma non credo esistano al mondo siti dove consigliano regali esplicitamente per me
  • nuotare: ta-tararararat-tararararat-tararararat sciare, spray, macho, clacson, campana, ok, baciare, capelli, saluti, saluti, Superman! (cit.)
  • l’uomo più scazzato del mondo: oh cielo, non pensavo di fare questa impressione malsana al mondo
  • estrazione di oppio: oltre che scazzato risulto drogato?
  • in forse il concerto di san siro ligabue: eh??? Ditelo subito se salta, che non ho voglia di fare viaggi a vuoto!
  • ignorare richiesta amicizia facebook: è facile, c’è il tasto “Ignora”
  • conto bene jeans: 1, 2, 3, 4, 5… mi raccomando, non perdere il filo altrimenti ti tocca cominciare daccapo l’armadio
  • analisi dei testi baustelle: cos’è, c’era qualche pezzo dei Baustelle fra le tracce della maturità e non l’hanno detto al telegiornale?
  • ki è ligabue: per prima cosa ti consiglio il sito www.nokappa.it, poi mi chiedo chi in Italia non conosce Luciano Ligabue il cantautore e/o Antonio Ligabue il pittore
  • gatto guida: conoscevo i cani guida, io… Se invece intendeva proprio il felino che conduce un’auto penso sia lo stesso che cercava l’oppio.
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Ti ricordi di Mindy e di Mork, volava in un uovo e veniva da Ork?
Ma che fine hanno fatto i dark, il cubo di Rubik e quei pazzi dei punk?
Ti ricordi di Bo e Luke, di Rosko P. Coltrane, dello zio Jessy?
Non mi mentire dai, lo so che guardavi Candy Candy…

Non vergognarti mai di quello che sei e di quello che eri,
pensa che tra i miei eroi il numero uno era Moroboshi.

Se fossi stato Ataru con Lamù di sicuro ci stavo!
Se fossi stato Jigen sparavo la tv.
Invece sono qui seduto davanti ad uno schermo piatto
e il mondo mi scorre accanto e nemmeno lo guardo più.

La storia, lo so, non si fa nè con i se e nè con i ma,
ma se potessi ritornerei ai tempi di Goldrake e di Sampey.

Negli anni 80 sapessi che guai tra i metallari e i paninari.
Guardati attorno oramai, milioni di cloni tutti uguali.

Non vergognarti mai di quello che sei e di quello che eri,
pensa che tra i miei eroi il numero uno era Moroboshi.

Se fossi stato Ataru con Lamù di sicuro ci stavo!
Se fossi stato Jigen sparavo la tv.
Invece sono qui seduto davanti ad uno schermo piatto
e il mondo mi scorre accanto e nemmeno lo guardo più.


Io, Carlo - Figlio dei manga (unofficial video)

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In campo internazionale esistono moltissimi siti dove poter condividere i propri post, o dove segnalare quelli degli altri. Sicuramente è un modo semplice per tenersi informati: se una notizia è più segnalata di altre significa che è interessante e scritta bene. Il più famoso - forse - è digg. Mea culpa, non conoscevo diggita, piattaforma simile ma prettamente italiana. Proprio in questi giorni in cui il sito ha compiuto un anno mi ci sono iscritto. Ecco come lo descrivono i suoi creatori:

diggita.it è un sito di editoria sociale gestito collettivamente senza una direzione editoriale centrale, tutti i contenuti sono generati e votati democraticamente direttamente dagli utenti stessi. Diggita è un sito di Giornalismo partecipativo (Citizen journalism) dove raccogliere informazioni, video e podcast per tutti coloro che hanno bisogno di notizie indipendenti o per chi vuole approfondire le ricerche al di fuori dei canali tradizionali. Gli articoli possono essere votati da tutti i visitatori mentre gli iscritti possono inserire nuove notizie, video, podcast e commentarli. Su internet è possibile reperire una quantità enorme di informazioni e diggita è il modo per unire tutto questo patrimonio collettivo e raccoglierlo al fine di dare priorità alle informazioni più interessanti, adeguandosi automaticamente ai desideri delle persone ed evitando un controllo centralizzato dell’informazione.

Se non lo conoscevate consiglio di sopperire a codesta lacuna visitandolo :)

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Volevo ringraziare emilator per aver segnalato su twitter questo fantastico video.

Penso che Lisa (già che ci sono segnalo ha cambiato indirizzo, dulselisa.net) sarebbe addirittura disposta a fare un marmocchio. Se diventasse così.

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Sono nell’aula informatica della scuola, mi godo l’assenza dei pargoli urlanti e delle maestre stressanti.

Anzi, come non detto, quelle ci sono. Stanno svuotando le aule, traslocano tutto al piano di sopra.
Una mi chiama, dice che nella biblioteca piccola ci sono delle cose dei computer da spostare, chiedo che cosa, sono disponibile a dare una mano, non per zelo ma perché prima spostiamo il tutto prima si dedicano ad altro.
Mi dice «Beh ci sono un testone… due tastiere, due mouse… e anche due sistemi operativi». Oibò. Il testone intuisco possa essere il monitor, ma sudo freddo all’idea dei sistemi operativi. La guardo nascondendo con molta fatica lo sguardo sicuro di chi è pienamente cosciente che sta per arrivare una perla di saggezza… «Sì, due come quelli lì!», indicando un case.

Per favore, scuola italiana, scuola trentina, o chiunque ne sia responsabile: fate qualche corso di aggiornamento in più ai docenti. Vi prego.

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Come diceva Natalino Balasso, «L’aaaaaltro gioooorno» volevo partecipare attivamente alla consueta puntata del venerdì di VivaRadioNation. Vengo invitato all’audioconferenza Skype ma non sento nulla! Ascoltando lo streaming apprendo che la mia voce arriva, ma io non sento niente dal famigerato programma VoIP closed-source. Allora mi metto alla ricerca della causa, e scopro che è un problema risaputo: Skype è un’applicazione ALSA che fa a cazzotti con PulseAudio, il server audio introdotto in Ubuntu 8.04 «Hardy Heron».

Cerca cerca cerca, arrivo al bug su Launchpad. Seguendo queste indicazioni e quelle trovate sull’help di PulseAudio e altri siti riesco a risolvere - pare - il problema, che però ne crea un altro, ossia il silenzio nel Flash in Firefox. Dopo vari smanettamenti, ecco la soluzione!

  1. Modificare il file /etc/asound.conf (oppure ~/.asoundrc che sta nella home) inserendo queste linee:
    pcm.pulse {
        type pulse
    }
    ctl.pulse {
        type pulse
    }
    pcm.!default {
        type pulse
    }
    ctl.!default {
        type pulse
    }
  2. Scaricare e installate i pacchetti libasound2 e libasound2-plugins aggiornati per la prossima release di Ubuntu, la 8.10 «Intrepid Ibex», che sono poi quelli importati da Debian unstable. Li trovate a questi link: libasound2 - libasound2-plugins.
  3. Chiudere la sessione e ri-loggarsi.
  4. Aprire Skype, andare nelle opzioni, Dispositivi audio. Aprendo la tendina si nota un nuovo device, pulse, utilizzare quello sia per ingresso audio, che per uscita audio che per suoneria. Applicare le modifiche, chiudere Skype e riaprirlo.
  5. Tornare nelle opzioni Dispositivi audio e fare una chiamata di prova. Se non si sente la propria voce cambiare l’ingresso audio selezionando l’hardware corretto (di solito c’è plughw, per me è plughw:Intel,0), applicare e provare.
  6. Se l’audio della telefonata di prova scatta un po’ è bene modificare il file /etc/pulse/daemon.conf aggiungendo in fondo (o modificando a dovere) queste linee:
    default-fragments = 8
    default-fragment-size-msec = 5
  7. Chiudere la sessione, ri-loggarsi (o riavviare per scrupolo, volendo), provare. Dovrebbe andare tutto a meraviglia!
    EDIT: controllate anche il mixer di sistema (magari tramite l’applet del volume), se non funziona il vostro microfono può essere semplicemente un problema di volumi di registrazione. Un ringraziamento a Mattia che mi ha fatto notare questa lacuna nei commenti.

Sarebbe meglio fare delle prove: fare la chiamata di prova, guardare un video su YouTube, rifare la chiamata di prova. Se Flash va in palla perdendo l’audio allora è il caso di provare Flash 10 beta, lo trovate sul repository di Pollycoke.

Se qualcuno ha il problema e prova questa pseudoguida potrebbe confermarmi che funziona, non solo per il mio pc? Ogni commento è apprezzato.

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Sono in una sede esterna dell’istituto comprensivo, una succursale delle medie con annessa scuola elementare. La motivazione? Devo fare assistenza alle classi e ai docenti che devono compilare un questionario online.

I nervi sono iniziati già 2 giorni fa, quando ho iniziato le ore di assistenza, con docenti che si lamentavano della non-presenza del suddetto accrocchio. Provo, in effetti non c’è. Sono passate ore prima che fosse messo online da chi doveva finirlo e piazzarlo sul sito da 2 settimane.
Una volta presente lo annuncio, prima lo fanno prima finiamo, dico di venire in un’aula informatica a farlo, anche se è su Internet, così li ho tutti a tiro. Ovviamente lo fanno su qualsiasi altro computer disperso nell’edificio, mi chiamano per problemi, quando faccio notare che potevano farlo nel laboratorio dal sottoscritto indicato mi guardano come per dire “se fossero stati gli ultimi pc presenti sul pianeta non avrei fatto il questionario, solo per darti fastidio”. Mille volte a rispondere che il test conclude allegramente con un Errore 500 - l’autore di ’sto coso l’ha scritto con i piedi - e grazie, arrivederci.

Il top si raggiunge poco fa con la prof più impaurita dalla tecnologia che io abbia mai visto. Arriva chiedendo di fare il questionario, rispondo che sono qui appositamente per codesto infausto compito. E guarda questo computer, poi guarda me con occhi dai quali usciva il fumetto “Eh ma se stai lì come faccio a farlo?”. Il mio sguardo si sposta lentamente verso gli altri 12 cazzo di computer dell’aula, dopo un po’ di preoccupazione capisce.
Chiede perché non si accende, pigiando il tasto del monitor. Indico il case in terra, più a rilento di prima ma comprende, anche se solo dopo aver chiesto se bisognasse accendere ANCHE quello.
Si logga, entra, clicca qua e là. Chiede se la domanda riguardo alla scuola primaria - che a lei non riguarda - deve saltarla cliccando su Invio: mentre dico di no, che prima deve mettere tutte le risposte “non so”, clicca Invio, poi invoca il Signore Altissimo - in maniera devota, al contrario di quello che stavo facendo io mentalmente - per l’errore. Vai avanti vah.
Finisce di rispondere, chiede se deve spegnere, compreso ormai l’andazzo suggerisco la voce Arresta il sistema, ma ovviamente disconnette solo l’utente.

A volte penso di pretendere troppo, tanto quanto penso di aver sbagliato posto di lavoro.

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Ho parlato spesso di microblogging, con un occhio di riguardo verso twitter e il consigliatissimo Made in Italy meemi. Orbene, una nuova frontiera si è aperta davanti a noi. Sto parlando di plurk.

Con twitter che ha problemi un giorno sì e un giorno sì qualcuno è alla ricerca di alternative. FriendFeed, jaiku… mentre io consiglio il già citato meemi. Alla schiera di questi servizi ad alta probabilità di dipendenza si aggiunge questo Plurk. Ne hanno parlato maxime e la twitter queen italiana catepol. Non c’è nulla da aggiungere. Vi invito ad iscrivervi per provare il servizio, il tutto cliccando QUI o sul logo!

E se avete qualche dubbio sui social network e sul microblog vi posso assicurare che potete conoscere molte persone con i vostri stessi interessi. Io ad esempio ho conosciuto e poi anche incontrato molta gente che adora Internet in tutte le sue peculiarità, la socialità che porta, che usa Linux, che condivide con altri esperienze e aiuto. Usate il social web!

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Come annunciato, ho fatto shopping! Ho assoldato Scola, nominato per l’occasione fashion assistant, che dotato di tracolla e maglia di Reggie Bush mi ha accompagnato per negozi denigrando non poco i miei slavatissimi Meltin’Pot. Come detto ero a caccia di una tracolla, e magari un paio di jeans, una maglietta, una felpa… boh. Magari non dissanguando il mio conto in banca, ma prendere qualcosa di buona qualità ogni tanto ci vuole, oh!

Capitolo pantaloni: l’oculata scelta corredata da prove è ricaduta sui Levi’s 506. Ho provato anche i 504, ma mi erano troppo stretti sulle gambe, non mi stavano bene e mi sentivo soffocato. Per non parlarei dei mitici 501, che se indossavo ancora per qualche istante diventavano arma impropria, in quanto la mia pancia avrebbe sparato tipo proiettile il bottone (quello più alto, la cerniera bottonata manco si chiudeva…) e avrei ucciso qualche ignara signora anziana che passeggiava sotto l’afoso portico.

Gia che ci siamo, maglietta! La Levi’s ha fatto una collezione di magliette con la stampa di locandine di film horror anni ‘70. Non oso pensare quanto trash siano. Comunque, ho optato per quella del film Angels hard as they come (vedi locandina, clicca per ingrandire), colore blu slavato e grigio.

E infine, la tracolla. Ho acquistato il modello Reflective DJ bag della Manhattan Portage, marchio specializzato nella produzione di borse e zaini da sempre. Fanno le borse dei pony express newyorkesi per capirci. E la scelta della borsa denominata “DJ” è stata casuale, l’ho scoperto a posteriori, non c’entra la mia lavoropassione. E’ molto semplice: tutta nera, etichetta rossa (un must della marca e dei suoi fan) e banda rifrangente che fa tanto pony express metropolitano (fa anche tanto postino ma preferisco la prima definizione).

Ora sarebbe il caso di tenermi un po’, buttare giù pancia, tagliarmi i capelli - anche se si vede che mi sto stempiando… cazzo - e tenermi la barba fatta, che Lisa se no si lamenta. Che, per la cronaca, ha detto che la maglietta fa schifo e i pantaloni sono enormi. Ma la amo lo stesso.

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Stamattina mi sono alzato attorno alle 7:20. Esco dalla mia camera/garage/bunker, la temperatura è molto gradevole, i raggi del sole mi colpiscono in pieno viso. Beh, era ora. Sembra estate.

Sapete quando inizia l’estate per me? E’ una cosa scema, ma è un po’ uno spartiacque: quando inizio a usare il marsupio a tracolla. Capita sempre la stessa cosa, da un giorno all’altro mi rendo conto che la giacca non posso più metterla se non voglio morire disidratato, così sorge la questione «dove cacchio metto portafogli, sigarette, chiavi?», che si risolve con la risposta «il solito marsupio a tracolla». Sarebbe un gadget della radio, con logo. E’ il secondo che uso, il primo era ormai così sporco da non poterlo lavare, e poi me lo ero fatto autografare da Caparezza. Solo che è abbastanza squallido, anche per uno per niente fashion victim come me. Urge tracolla, mi faccio accompagnare dal mio amico Scola che lui ne sa (a proposito, ho trovato il regalo per il suo compleanno, ghghgh) dato che Lisa purtroppo non ha il tempo materiale di accompagnarmi e insultarmi perché non decido cosa acquistare.

Rientrando dalla divagazione, ogni anno recupero il mio pessimo marsupio a tracolla, ci metto dentro la roba, e capisco che è estate, cosa che mi dà il buon umore. Poi ci sono piccoli fatti, piccole azioni, che mi fanno sorridere facendomi iniziare la giornata bene. Esempio, tre giorni a settimana faccio un passo di montagna a 1000 metri per arrivare al lavoro, praticamente ogni mattina becco un tipo con un camion frigo che puntualmente mi vede di fretta nel mio cronico ritardo e mette la freccia come per dire «dai, vai, so che sei in ritardo, e alzarti 5 minuti prima?!». Oggi ne ho incrociato un altro, nel punto più stretto dell’intero tragitto, alla prima piazzola si è spostato per farmi scorrere via con la mia Corsa. Mi piacciono questi piccoli gesti.

Domani sera sono stato invitato - dall’organizzazione - alla data zero del tour estivo di Gianluca Grignani. Ci vado volentieri, mi piace la musica del Gianluca, nonostante molti la giudichino scontata e sempre uguale lascio che dicano. Oh, se mi piace mi piace.

Ah, chiedo scusa per aver detto che sembra estate. Col culo che ho tornerà un gelo polare e inizierà una anomala stagione dei monsoni in Trentino. Intanto uniamo il Grignani alla nuova stagione. Detto, fatto.

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